La miniserie I misteri di Pemberley è il sequel versione noir di Orgoglio e pregiudizio, tratta dal libro di P. D. James che trae spunto dai personaggi creati da Jane Austen. La serie è trasmessa da La Effe, e consideriamo che nel Regno Unito sono state tre puntate da otto milioni di telespettatori. Ho guardato il primo episodio la sera di Natale, tardi, avvolta dalla copertina con le luci lampeggianti dell’albero. Non credevo ai miei occhi. E’ davvero il seguito potenziale di Orgoglio e pregiudizio. Potenziale, certo, perché Jane è Jane. Neanche a dirlo. Il registro poi è quello del giallo. Però questo omaggio ai personaggi, l’ambientazione, i colori, le atmosfere, per chi ama la Austen è comunque un’esperienza che vale la pena. Siamo sei anni dopo il matrimonio tra Elizabeth Bennet e Fitzwilliam Darcy, alla vigilia di un grande ballo nella splendida residenza dei Darcy. La frenesia dei preparativi viene interrotta da un omicidio, nei boschi non distanti la tenuta. Il capitano Denny viene ucciso e accanto lui chi c’è? George Wickam. Proprio il marito di Lidia Bennet, la piccola delle sorelle. Sporco di sangue, esagitato. Ci fanno vedere prima un paio di scene, con un misterioso bigliettino, una lite tra Wickam e Danny parlando di una non precisata donna. Dall’omicidio si sviluppa l’impronta noir della miniserie. I misteri di Pemberly però è un tuffo in quelle campagne del Derbyshire che tanto conosciamo. Nei dialoghi. Nei flashback sulle vicende che abbiamo letto in Orgoglio e pregiudizio.

Tutto bene? Allora diciamo che l’effetto è come quando rivedi qualcuno dopo tanti anni. La sorpresa, mista al sospetto, con l’occhio critico a distinguere i difetti. Sapete quelli causati dall’avanzare dell’età. Quindi partendo dal presupposto che per i malati (come me) di Jane Austen è un’esperienza fantastica ritrovarsi a casa, certo i punti deboli non mancano. Per me il più forte è Darcy intepretato da Matthew Rhys. Ora, cari ragazzi, per carità, ma no, Darcy no. Dove è il fascino? La fierezza? Intanto lo guardi e ti dici subito, ma dove l’ho visto io? Poi ripensi che il primo incontro è stato in Brothers and sisters, e poi lo abbiamo rivisto in The Americans. Bravo, adorabile. Ma non è Darcy. La coralità del racconto, il noir, però disinnescano il pericolo. I misteri di Pemberley è una buona visione.

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