Gea Petrini

Amori comunisti, (la storia cambiamola insieme) – Luciana Castellina

“Non farai mica la recensione di Amori comunisti per il blog?”. La guardo, “ti dico di più, sarà il libro del mese su GeaBook”. Dialogo in libreria, dopo essermi lamentata che non esce un urban fantasy decente neanche per sbaglio. Il libro di Luciana Castellina è un piccolo gioiello, si legge (quasi) come un romanzo, con la fermezza del saggio, la spinta delle storie clandestine. Amori comunisti edito da nottetempo è una finestra su tre coppie, in altrettanti scenari. Turchia, Creta, Stati Uniti. La Castellina, giornalista, scrittrice, militante politica, svela i rapporti passionali dei protagonisti all’interno di contesti forti e intensi, non c’è insomma distinzione tra i battiti dei sentimenti e quelli della storia.
Li ho chiamati amori comunisti non solo perché questa era la fede dei loro protagonisti, ma perché, per chi si fa coinvolgere dalla storia fino in fondo, la vita privata e quella pubblica sono così strettamente intrecciate che a volte si confondono. Sono storie che mi hanno meravigliato, appassionato, sconvolto
Così Castellina parla del suo libro. Nazim Hikmet e Münevver Andaç, per loro tante pagine, Hikmet lo adoriamo, non è vero? Il poeta dell’amore e della politica. Ti fa perdere la testa, solo a leggerne qui. Poi ci sono a Creta Arghirò Polichronaki e Nikos Kokovlìs e infine la storia Sylvia Berman e il dirigente comunista Robert Thompson. C’è l’amore, la disperazione, la crudeltà dei tempi, l’implacabile incedere della storia, l’anelito del comunismo. Un libro da leggere per chi vuole ricordare cosa significa amare. E perseguire uno scopo. Quando lo si fa insieme, sembra tutto avere più senso.
Per parecchio si rivedono e si riperdono, separati e nuovamente insieme, a seconda delle scelte, improvvise e forzate, dettate dalla fuga cui sono ormai costantemente costretti, e dagli ordini di seguire un sentiero o un altro impartiti da comandanti che operano con la rigidità disciplinare di ufficiali di un esercito regolare. Ma ormai ogni volta che si perdono di vista, sebbene continuino a scambiarsi solo qualche parola, la paura di quanto può accadere all’uno o all’altra si impadronisce del loro cuore
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