Il Guardiano degli innocenti è il primo libro della saga di The Witcher. Il primo in ordine cronologico (e non di pubblicazione) è una raccolta di sette racconti con cui lo scrittore polacco Andrzej Sapkowski ci introduce al mondo di Geralt di Rivia. L’ho acquistato quando ho cominciato a vedere la serie tv su Netflix e ammetto le premesse. Cioè che – grave lo so per una patita di fantasy – ero completamente a digiuno con Sapkowski e Geralt. Il Guardiano degli innocenti mi ha aiutata. La visione della serie che mi è piaciuta pur lasciandomi delle perplessità, è stata agevolata dalla lettura. Come dire ragazzi, ho rotto il ghiaccio grazie alle pagine che mi hanno fatta orientare meglio. Geralt di Rivia è uno strigo. Strappato alla famiglia da bambino, è cioè un mutante addestrato (duramente) a uccidere i mostri che popolano le terre dei regni in conflitto nelle quali viaggi. Incontrare uno strigo è affare sempre più raro, ma nel mondo di The Witcher, non sono eroi che affrontano il male per salvare tutti in vista di un magnifico lieto fine. Lo strigo infatti si fa pagare per uccidere i mostri che minacciano un villaggio, un regno, una casa. Chi lo assolda ha paura di lui, viene considerato un mercenario pericoloso, anche se Geralt risponde a un proprio codice etico e se spesso gli uomini con menzogne e piani di dominio son o peggiori dei mostri di cui vogliono liberarsi. In questa raccolta conosciamo Ranuncolo e Yennefer la maga, conosciamo Geralt, Nenneke la sacerdotessa. Da leggere per immergersi nel mondo di The Witcher e per capire alcune scelte della serie tv. 

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