Un libro magico, oscuro, divertente, amaro, è Tettagna. E vorresti andare da Assunta, parlarle, e andare a visitare Tettiano il paese che non esiste, ma ora, per me sì. Mi succede questa cosa con i libri che sanno trovare le strade per arrivarti dentro, quando sono ambientati in posti immaginari, poi diventano reali. Dalle parti di Napoli, la scrittrice Patrizia De Luca, al suo primo libro pubblicato da Edizioni E/O, ci conduce in questo paesino ai piedi della collina che si chiama Tettagna. Non è un luogo come un altro, nasconde segreti e tradizioni potenti che scombinano la verità che siamo abituati a conoscere. Qui le donne hanno un potere che tengono nascosto: il loro seno può stregare qualsiasi uomo. Loro, le donne, hanno il potere di vita e di morte: perché se smettono di amare l’uomo che hanno stregato, muore.
“Da oggi in poi, tu qua tieni il potere di vita e di morte sui maschi che ci appoggeranno sopra gli occhi. Gli unici su cui non funziona questa malia sono quelli che già sono stati vaccinati dalla vista di un petto tettianese. Quegli uomini là sono un pericolo, hai capito? Gli uomini che hanno già visto un petto di Tettagna li devi evitare come si evita il diavolo”
Attraverso Assunta e altre donne di diverse generazioni di questa storia, in cui ci sono relazioni complicate e problemi ordinari e straordinari insieme, veniamo in contatto con i temi che riguardano l’essere donna, l’amicizia, la lealtà, il senso di colpa. E l’affrancarsi da una condizione, il volere per i propri figli, qualcosa di più di quello che si ha avuto per se stessi. Un libro scritto molto bene, con una storia avvincente. Ha diversi gusti, come tutte le cose buone.
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