“Non sono l’uomo per te. Dovresti starmi lontana. Devo lasciarti andare”. Figurarsi lo choc quando Christian Grey invece si dedica a una relazione “vaniglia”, un rapporto cioè senza regole da dominatore e sottomessa, una relazione d’amore. Lo fa per Anastasia Steele che irrompe nella sua vita casualmente per una intervista di sostituzione. Christian prova a condurla nel BDSM, voglio esprimermi come si deve, nel mondo cioè delle pratiche erotiche fondate sul dolore e i ruoli di potere, dove c’è chi comanda e chi subisce. Stiamo in Cinquanta sfumature di grigio, se non si era capito, Christian è il protagonista maschile della trilogia della scrittrice inglese E. L. James, l’uomo che diventerà la voce narrante della nuova terna di libri, raccontati dal suo punto di vista. Io la preferisco la nuova versione, ne parlerò in un’altra sezione del blog, ma dopo aver snobbato per anni l’intero fenomeno Cinquanta sfumature, ho conosciuto Christian in un autogrill. Viaggio verso nord, agosto. Compro questo libro che si intitola Grey. Dopo averlo letto in tre giorni, incollata alle pagine, mi fiondo nella libreria del posto e acquisto la trilogia originale di cinquanta sfumature. Ora che ho appena concluso Darker, che è cinquanta sfumature di nero dal punto di vista di Christian, confermo e sottoscrivo. Lui mi piace più di lei. Senza dubbio. Allora ritorniamo al punto.
“Mi prende la mano e se la porta lentamente verso la bocca, poi la bacia con tenerezza sul dorso, un gesto così romantico e all’antica che mi fa balzare il cuore in gola”
Christian Grey è un giovane miliardario, imprenditore di successo, abituato ad avere quello che desidera, a decidere, a imporsi. Nelle relazioni si svela colmo di perversioni legate al BDSM, è in quella stanza dei giochi dove la partner deve farsi trovare nuda, inginocchiata e con i capelli legati in una treccia, è lì tra padrone, master, e sottomessa, in mezzo a oggetti di ogni tipo, tra tortura e piacere, che Christian esprime il desiderio e la sessualità. Emozioni non ce ne sono, Grey è segnato e svuotato dalle tragiche esperienze di una infanzia crudele. Sarà Anastasia a condurlo lentamente fuori dall’area pericolosa, patologica. Grey si innamora.

“E’ il momento di alzarsi, piccola. Sto per accendere la luce. Voglio inseguire l’alba insieme a te. Buongiorno, splendore”

Lo so che sembra un clichè. Però nel secondo libro, quando lui la riconquista dopo averla trascinata troppo oltre in quella stanza dei giochi, scopre lentamente quanto vuole vederla dormire accanto a sé, accetta di farsi toccare la pelle nonostante la mappa delle citrici, fa l’amore con lei. Vi chiederete, siamo di fronte allora a un classico dei classici della narrativa sentimentale? Proprio no. Perché intanto lui dissemina la strada di desideri che attirano Anastasia. C’è la scena del party a casa dei genitori di lui, con Anastasia accaldata sulla sedia, che si muove e si agita, e noi che abbiamo letto sappiamo il perché. Lui porta il suo desiderio al limite facendole scoprire frontiere che non immaginava, e lei gli fa conoscere l’amore, la fiducia. C’è tanto sesso, è vero, ma Christian mi piace perché è un uomo che si prende cura di lei in un modo tale che – fidatevi – ogni donna vorrebbe, con una vera dedizione, e sapete che accade? Lui si prende cura di lei e così salva se stesso.
“Christian Grey: e dove sei stata finora?
Anastasia Steele: aspettavo.
Christian Grey: ma gli uomini ti si saranno buttati addosso.
Anastasia Steele: mai nessuno che volessi”
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